RACCONTI DAL FESTIVAL: DOMENICA 27 LUGLIO

La giornata conclusiva della nona edizione del Festival Alta Felicità è cominciata, come sempre con la programmazione dell’area dibattiti e dello spazio autogestito: tanti momenti di riflessione con persone che si sono fermate ad ascoltare, fare domande e condividere idee.
Numerosi sono stati gli appuntamenti che hanno animato la mattinata e il pomeriggio, affrontando tematiche di grande rilevanza. Nei vari incontri si è parlato di lotte territoriali, giustizia climatica, Palestina, movimenti sociali e molto altro.

Durante la mattinata si è svolta anche la consueta passeggiata sui sentieri partigiani, con l’obiettivo di legare la lotta partigiana alla storia resistente del Movimento No Tav, naturalmente con i dovuti distinguo. Nel corso della camminata sono stati letti alcuni brani sulla Resistenza in Valsusa e, contemporaneamente, è stato illustrato ai partecipanti lo sviluppo del previsto progetto Torino-Lione nella Piana di Susa e il suo impatto sul territorio attraversando luoghi simbolici della lotta No Tav, come il Ponte del Seghino.

Il primo incontro dell’area dibattiti ha proposto il confronto intitolato “La transizione ecologica va in guerra: sfatiamo il falso mito nucleare”, organizzato dal progetto Confluenza. Al dibattito hanno partecipato Angelo Tartaglia, fisico del Politecnico di Torino, e Roberto Aprile, attivista dei movimenti antinucleari, che ha portato l’esperienza storica di queste lotte e la rinnovata necessità di riportare l’attenzione su questo tema cruciale.

A seguire, si è tenuta l’assemblea nazionale “Guerra alla guerra”, che ha visto la partecipazione di centinaia di persone. L’incontro ha ribadito l’urgenza di organizzarsi contro la guerra e il riarmo, in solidarietà con la Palestina. È stata espressa vicinanza all’equipaggio della nave Handala, arrestato dall’esercito israeliano, ed è stata salutata la liberazione di Georges Abdallah.
L’assemblea ha avviato un percorso collettivo basato sulla ricomposizione delle lotte e sull’attivazione a partire dai territori, individuando fabbriche d’armi, basi militari e università coinvolte nella filiera bellica come obiettivi da colpire. È stata proposta una mobilitazione nazionale per l’8 novembre a Roma. Numerosi sono stati gli interventi di realtà e movimenti come No Tav, GKN, Non Una di Meno, portuali, studenti, lavoratori e rappresentanti della resistenza palestinese, tutti uniti dalla volontà di costruire un’azione comune contro il piano di riarmo europeo e per un futuro giusto e sostenibile.

A conclusione dell’intenso pomeriggio si è svolto l’incontro “Diritti, giustizia e libertà: quando la democrazia vacilla”, con protagonisti Ilaria Salis e Patrick Zaki. Partendo dalle loro esperienze personali di detenzione, hanno portato la discussione su temi fondamentali come la solidarietà, la decostruzione dello sguardo coloniale e la lotta contro ogni forma di discriminazione e repressione.
Un confronto profondo, partecipato e ricco di significato, che ha ribadito un messaggio chiaro: chi lotta per la libertà non è mai solo.

Durante la serata, l’attenzione si è spostata sull’arena della Borgata 8 Dicembre, dove sono iniziati i concerti: Johnson Righeira, Mellow Mood, Diss Gacha, Punkreas, The Rumjacks e molti altri hanno inondato di ritmo Venaus, che ha risposto con grande entusiasmo. Sorrisi, balli, mani alzate ed energia dirompente hanno scandito la serata fino a notte fonda.

Anche in questa ultima giornata si è respirato un forte senso di partecipazione. Il Festival Alta Felicità si conferma ancora una volta uno spazio di incontro, capace di unire riflessione, cultura e divertimento.

Con questa domenica si chiude un’altra edizione importante del Festival Alta Felicità.
Ci salutiamo con gratitudine e tanta carica per l’anno che verrà.
A sarà fest!