Fin dalle prime ore del mattino, il Festival Alta Felicità ha preso vita sotto un sole limpido, tra caffè, colazioni e l’avvio di una giornata dedicata alla condivisione, al confronto e alla musica.
Il primo incontro nell’area dibattiti ha affrontato il tema dei diritti e dell’autodeterminazione delle persone marginalizzate, con un’attenzione particolare alle forme di violenza istituzionale e alle narrazioni distorte che spesso le colpiscono. La mattinata è proseguita con gli appuntamenti nello spazio autogestito e con la partenza della marcia “contro i cantieri della devastazione”, promossa dal Movimento No Tav.
Per tutta la giornata a Venaus si è respirato un forte senso di comunità e partecipazione. Le relazioni tra persone e realtà diverse hanno confermato che modelli alternativi di convivenza e di futuro sono possibili e già in corso.
Dal tardo pomeriggio fino a sera inoltrata, i concerti si sono susseguiti sul palco dell’Arena della Borgata 8 Dicembre. Le esibizioni di artisti come Mondo Marcio, Dialcaloiz e Bambole di Pezza hanno animato il pubblico con suoni e stili differenti, creando un’atmosfera coinvolgente e partecipata.
Con l’arrivo della sera, la musica ha continuato a riempire la valle. Le attività si sono concluse in un clima positivo, immerso nel paesaggio montano e nella presenza costante di chi anima il Movimento No Tav.
Il festival, alla sua nona edizione, si svolge nei territori della Valsusa dove era previsto il primo cantiere della Torino-Lione, un’opera al centro di una mobilitazione che dura da oltre trent’anni. La memoria della resistenza No Tav è parte integrante dell’esperienza di Alta Felicità: una storia collettiva trasmessa a chi partecipa per la prima volta e custodita anche nel ricordo di chi ha contribuito alla lotta e oggi non c’è più.







