Dopo due anni di stop causati dalla pandemia ritorna, a Taranto, il grande concerto organizzato dal comitato “cittadini e lavoratori liberi e pensanti”: musica e lotta uniti insieme nella difesa del proprio territorio, come piace a noi No Tav.

Anche quest’anno una delegazione del Movimento raggiungerà la splendida città pugliese per portare avanti il percorso di unione tra due realtà che tanto hanno in comune: dalla salvaguardia della propria Terra alle battaglie per un lavoro giusto e dignitoso, lontano dalle logiche dai ricatto del reddito, per denunciare chi, quotidianamente, mette in atto azioni scellerate volte alla devastazione in Valsusa o all’avvelenamento dell’aria a Taranto rispondendo sempre a un modello di sviluppo guidato dal profitto e dalla volontà di arricchimento dei pochi a discapito dei più. Sistema, questo, che non ci appartiene e che, pertanto, rifiutiamo in maniera radicale battendoci per un futuro libero dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo dell’uomo sulla natura.

L’Oms ha stimato che negli ultimi anni, a Taranto, le persone decedute prematuramente ammontano a 500. La qualità della vita di chi abita il quartiere Tamburi, giorno dopo giorno, peggiora drasticamente: basti pensare che, spesso (se non sempre), quando arriva il vento di tramontana, le scuole vengono chiuse e i bambini non possono uscire da casa, pena il rischio di ammalarsi di cancro. Questa tragica situazione è strettamente correlata alla decisone di politici e imprenditori affaristi che continuano a insistere per tenere aperta e attiva l’Ex Ilva, un’azienda assassina che da molto tempo sta avvelenando l’intero territorio. 

La chiusura definitiva di quella fabbrica non è più rinviabile e, dunque, davvero urgente. È assolutamente necessario cominciare a lavorare per la costruzione di una grande opera utile nella città di Taranto: la bonifica dell’area in questione.

8,6 miliardi è il costo stimato per la costruzione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione, grande opera inutile, devastante e climaticida. Circa 6 miliardi, invece, servirebbero per chiudere e risanare l’intera area su cui sorge l’ex Ilva. Lavori, questi, che potrebbero creare fino a 30 mila posti di lavoro nello stesso tempo in cui, verrebbe riconvertita anche l’intera economia della città (https://www.giustiziapertaranto.org/piano-taranto/).

Dirottare il denaro sprecato nella Torino-Lione su Taranto, sarebbe il modo giusto di agire in un mondo logico. Sfortunatamente, però, in tutte queste situazioni chi la fa da padrone è chi, illogicamente, porta avanti politiche mosse solo ed esclusivamente dalla volontà di far profitto sulla pelle delle persone che abitano, fanno vivere e vivono questi territori.

Qui in Valsusa lo sappiamo bene, i territori sono di chi li abita e non di chi agisce in maniera criminale per distruggerli, devastarli e inquinarli. Le lotte portate avanti a Taranto, nella nostra piccola valle e ovunque nel nostro Paese e nel Pianeta tutto, che denunciano e si contrappongono contro un sistema corrotto e criminale, non possono che intrecciare relazioni e unirsi tra loro lottando per un futuro libero da sfruttamento e più degno per tutte e tutti.

La salute e la tutela del territorio non si barattano: Avanti Taranto, Avanti No Tav

il concerto inizierà alle ore 14 per chi vuole seguirne la diretta

sulla pagina ufficiale del comitato : https://www.facebook.com/unomaggiotaranto/

in streaming su: www.antennasud.com 

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