Raccontaci il tuo Festival 2016: le parole di Eleonora

Costruiamo insieme il festival di quest’anno a partire dai vostri racconti dell’anno scorso!  Mandateci i vostri racconti, piccoli aneddoti o grandi storie, una foto, un video all’indirizzo mail: altafelicita@gmail.com

Vi proponiamo oggi  la testimonianza di Eleonora che ha voluto condividere la sua esperienza. Buona lettura!

ALTAMENTE FELICE

Sono passati quasi due giorni da quel che per me è stata una giornata perfetta, da uno di quei momenti che quando li vivi capisce che non sarai più la stessa.
In una domenica di luglio io e la mia compagna di sventure decidiamo di farci una gitarella fuori porta…150 km più o meno, perché si sa, i nostri “bastardi” li seguiremo ovunque!

Arriviamo in Val di Susa e già sento che si respira un’aria diversa quassù. Ci mettiamo in fila ad aspettare la navetta per andare a Venaus, destinazione Festival Alta Felicità. Ed eccola la nostra navetta: si chiama Tiziano e fa il medico. Nel breve tragitto che trascorriamo insieme mi racconta (a parte che il Vicio è di lì… e io non lo sapevo) che proviene da due generazioni di ferrovieri e che no. Lì loro la Tav non la vogliono, ci sono già due linee e non sono sfruttate appieno… che senso ha? GIA’.
Arriviamo a destinazione raggiungiamo l’onnipresente Emanuela.. ed è subito transenna.
A parte che mi sembra di essere nella terra di mezzo… mi godo un gruppo dopo l’altro, tra sorrisi, salti, ancora sorrisi, tanti sorrisi, caldo, pogo (passivo eh!), i Punkreas che mi fanno tornare pischella… e quella resistenza che si respira a pieno polmoni. Ci becchiamo pure qualche goccia d’acqua ma che vuoi che sia quando stai così tanto bene. Passa la serata, arrivo già mezza sfasciata al concerto dei nostri amati Subsonica ma questo non mi impedisce di saltare ed urlare al cielo. Breve ma intenso, intensissimo. Gli incontri con le persone che nella vita fanno gli attori e sorpresa sorpresa, sono persone assolutamente normali, semplici e simpatiche… grazie a Isabella Ragonese e Michele Riondino.
Il momento più bello per me arriva quando una rappresentanza di cittadini di Venaus, che tutti insieme si sono adoperati per rendere possibile questa magnifica tre giorni, scende dal palco dopo aver tenuto il loro discorso (comunque io da grande voglio essere come la Marisa!!!) ed il sindaco (che mi ha vista accanitissima dietro quella transenna) viene DA ME e mi abbraccia forte (un abbraccio esteso a tutti i partecipanti)… Grazie Nilo.
E il momento in cui sempre uno di loro, un signore sulla cinquantina, si sporge verso di me per darmi qualcosa, gli faccio cenno di avvicinarsi, mi dà la sua bandana che recita NO TAV… non so per quale forza divina non sono scoppiata in lacrime dalla commozione. Ci abbracciamo fortissimo, ci diciamo parole importanti… quel pezzo di stoffa che sa di sudore e costine grigliate per me è un tesoro enorme, inestimabile, lo difenderò ad ogni costo.
Momenti così ti cambiano, un pezzo di cuore è rimasto su quelle montagne. Parentesi…. Vedere l’orgoglio negli occhi di mio padre quando ieri gliel’ho raccontato, sembrava volasse a mezzo metro da terra… tutto questo non ha prezzo.
Ho anche negli occhi ogni attimo, ogni persona, sorriso.. e poi il divertimento, la musica (la mia vita), le parole, le persone. E poi il viaggio di ritorno, con mancata escursione notturna in Francia e dopo millemila km riuscire a tornare a casa e svenire sul letto per la stanchezza.
QUESTA E’ ALTA FELICITA’.
Ps. Per chi vedesse una Twingo nera per Burbané e dintorni col bandana recitante NO TAV.. sono una pericolosa sovversiva.
Vi voglio bene amici e volevo condividere con voi questo momento importante della mia vita.
Pace e RESISTENZA. SEMPRE.”