Raccontaci il tuo Festival 2016: il racconto di Elena

Costruiamo insieme il festival di quest’anno a partire dai vostri racconti dell’anno scorso! Vi proponiamo la testimonianza arrivata da Elena.  Mandateci i vostri racconti, piccoli aneddoti o grandi storie, una  foto o un video all’indirizzo mail: altafelicita@gmail.com

Venaus. Luglio 2016.
I mesi precedenti il festival per me sono stati un’enorme, grande, stratosferica merda. E ci è voluto un bel calcio in culo per convincermi ad andare all’alta felicità. Mai scelta fu più azzeccata! Partendo dal viaggio d’andata su flixbus, viaggio infinito ma stranamente rapido, fino al treno torino-venaus, in cui ho scoperto la line up completa del festival: cazzo i subsonica! Back to fifteen proprio, di brutto. Rocco hunt, lucci, 99 posse, pure finardi! Addirittura chef rubio, eroe moderno!

Sale il fomento e la felicitá comincia ad essere davvero alta. Poi arriviamo a Venaus, un paesino di montagna che sa di notav, dall’inizio alla fine. C’è fila x le navette,àci piglia su un signore e ci porta fino al campeggio. Il sole spacca le pietre, i concerti non sono ancora iniziati, ma c’è aria di festa, in ogni tenda, in ogni banchetto. La presa a male dei mesi precedenti comincia a sparire, fa spazio a una ritrovata felicità. Poi ci sono gli amici,
I compagni di sempre, il nostro angolo di felicità e lotta. Inutile parlare dei 3 giorni successivi, tra musica, chiacchiere e pure sane sbronze del sabato sera. Ma quello che ricorderò e che rivivrò quest’anno, è quella felicità vera, contagiosa, che sa un po’ di vacanza , un po’ di militanza e un po’ di equilibrio ritrovato.

Non so quante mila persone siano passate x il festival, so che nessuno se lo aspettava, e nonostante questo secondo me l’organizzazione è stata quasi impeccabile, anche le chilometriche e infinite file per mangiare erano un piacere, occasione x farsi na chiacchiera. Insomma già si fa il conto alla rovescia, ci vediamo in valle!