Come ogni mattina, intorno alle 5.30 il gallo del presidio NoTav di Venaus ha svegliato tutte le tende dello staff che da tre giorni porta avanti col sorriso l’intera organizzazione del Festival Alta Felicità. La montagna è ancora addormentata, gli stand chiusi e un profumo di pioggia aleggia nell’aria. Le nuvole della valle che resiste creano strani disegni tra il verde intenso delle cime.

Alle 9.00 ecco il primo pullman arrivare nell’area del festival, 56 posti tutti occupati. In meno di un’ora tutto il parco è di nuovo in movimento, in tantissimi al banchetto “Buongiorno e Buonasera” che sembra richiamare tutti a sé con quel profumo di torte appena sfornate.

Una lunga fila in cammino verso il centro di Venaus, chi a fare colazione da Candida, chi a scoprire i banchetti del Mercato Consapevole che oggi inaugura la sua apertura.

In diversi ci hanno chiesto quante persone siano arrivate e a noi che i numeri preferiamo farli dare agli altri, rispondiamo che le nostre aspettative sono state superate, che questa mattina le cucine avevano le dispense vuote, i bar hanno spillato 6000 litri di birra, che in due giorni sono stati superate le quantità realizzate lo scorso anno in tre giorni. Il nostro sguardo va alla cura delle relazioni, unico metro di misura che teniamo in considerazione per comprendere se ciò che abbiamo costruito sta funzionando.

A darne totale conferma è stato il clima che si è creato nel pomeriggio, quando le nuvole hanno cominciato a tuonare e una forte pioggia si è scatenata sui metri e metri di gazebo. In due correvano sotto la pioggia in pantaloncini! Neanche per un momento abbiamo smesso di crederci.

Sotto il tendone delle presentazioni di libri si ascoltavano le parole del Premio Strega Paolo Cognetti, del fumettista Fabbri e i reading di Duka e Philopat e per finire la Tavola Rotonda coordinata da WuMing 1 con Michela Murgia e il collettivo degli scrittori in lotta provenienti dalle Marche.

Anche nell’area dedicata ai pranzi e alle cene, dove si serve il Sugo Ignorante, l’aria di festa non è stata colpita dal maltempo, cori notav hanno riscaldato gli animi e fatto sì che chi ci è capitato per chi era sotto il tendone a cantare e i tecnici che correvano a coprire le attrezzature, diventassero un unico suono.

Nel mentre poco a poco la pioggia si diradava. Il calore NoTav è stato un’altra volta ripagato e un grande arcobaleno è comparso unendo le montagne.

L’Arena nella quale da tre giorni si radunano migliaia di persone, questa sera ha saputo raccogliersi sulle note di Nathalie, ballare su quelle di Mara Redeghieri e scatenarsi sui brani degli Africa Unite, Sergent Garcia e Claver Gold. La nottata si è conclusa con un live di Aban e Cuba Cabbal.

La resistenza è fatta di tanti aspetti, ognuno con le proprie capacità, siamo gli stessi in grado di ospitare migliaia di persone e per quattro giorni fare festa insieme, come siamo anche gli stessi che occupano terreni cucinando per giorni di fila, siamo gli stessi che assaltiamo il cantiere. La lotta di questa valle ha costruito una comunità capace di rispondere a testa alta alle proprie necessità. Di domani quello che possiamo anticiparvi è che ci sono già 250 iscritti per la gita al cantiere.