La Valle chiude per lotta – 6-7 dicembre 2005

Dopo lo sgombero di Venaus avvenuto la notte del 5 Dicembre, la risposta del movimento No Tav  non si è fatta attendere: la Valle è entrata in rivolta.

Il 6 dicembre nella Piazza del mercato di Bussoleno, si sono dati appuntamento tutti quelli che durante la notte erano a Venaus, gli sgomberati e i resistenti del presidio e i tanti che al mattino sono venuti a conoscenza di quanto successo. Nei volti si leggeva la rabbia e la determinazione di rispondere a quanto avvenuto.

Le scuole sono entrate in sciopero ed anche la risposta dei lavoratori e delle lavoratrici è stata immediata, scioperi spontanei sono nati ovunque.  I commercianti solidali hanno chiuso esponendo cartelli di condanna al blitz poliziesco, uno diceva “Vergogna, solidarietà ai feriti di questa notte, è questa la vostra democrazia”.

Le scuole in sciopero hanno motivato la chiusura scrivendo su una lavagna posta all’esterno “non si garantisce il regolare svolgimento delle lezioni causa i fatti gravissimi successi stanotte al cantiere”, un altro recitava “i nostri figli oggi invece di essere felici a scuola devono subire l’assedio”.

Il corteo partito dalla Piazza della stazione si è diretto verso l’autostrada, dando inizio alla giornata che paralizzò le comunicazioni di mezzo Piemonte e della Francia.  

In testa fascia al petto, il Sindaco di Bussoleno.

“Essere sindaco in quei giorni è stato molto difficile. Non è stato immediato capire come opporsi a quello che stava avvenendo soprattutto vista l’imparità delle forze in campo, da una parte un comune valligiano di 6.000 anime e dall’altra lo Stato. Quando è iniziata la nostra lotta non ci immaginavamo che sarebbe arrivata a delle forme di scontro così forte, violente, quasi mai determinate da nostre prese di posizione ma dalla ribellione alle maniere forti delle forze dell’ordine.

Dopo un attimo di sconcerto però, non abbiamo avuto paura, dicendo quello che pensavamo e facendo quello  che ritenevamo giusto, così come continuiamo a fare oggi pronti a subirne le conseguenze”.

Le ferrovie subirono la stessa sorte dell’autostrada restando paralizzate per due giorni consecutivi. Bussoleno divenne il centro della lotta con barricate ovunque, le due statali rimasero chiuse da alberi, bidoni e centinaia di persone ad ogni blocco.

Le forze dell’ordine proveranno a passare ma saranno respinte prima sull’autostrada e poi sulle statali nonostante le cariche alle barricate ed ai presidianti in prossimità di quest’ultime.

Il giorno dopo, il 7 Dicembre, l’autostrada è chiusa dal mattino presto, le barricate sono ovunque rimontate con cura, dalle statali non si passa, dopo la giornata precedente è chiaro ormai che il movimento detta le regole. La risposta della popolazione è sempre più determinata e pronta per il giorno successivo, per riprendersi Venaus!