Ci piace organizzare il festival Alta Felicità come si organizza qualsiasi marcia, campeggio o evento del Movimento No Tav.
Mettendoci cuore, passione e voglia di far conoscere le proprie ragioni.

Vi facciamo conoscere i gruppi che faranno sì che il Festival si possa svolgere al meglio!

 

TRASPORTI

Chi l’avrebbe mai detto che il Movimento No Tav si sarebbe occupato volentieri di trasporti, dopo anni di lotta contro la grande opera? Secondo i suoi sostenitori, l’Alta velocità avrebbe dovuto spostare una miriade di persone su e giù per l’Europa. Ma gli aerei sono più veloci e convenienti così ci hanno raccontato che era necessaria per spostare tonnellate di merci. Ma le tonnellate non erano che chilogrammi. Obtorto collo, anche l’ultimo governo ha dovuto ammettere che i No Tav avevano ragione. Ma poco importa e l’opera si farà. Vien da pensare che sia comodo intascare i soldi pubblici senza rischiare i propri.
Ma torniamo a noi e al Festival ad alta felicità. Trasporteremo (noi sì) per pochi chilometri, da Susa a Venaus e ritorno, migliaia di persone compresi i bagagli (quindi merci) senza tagliare un filo d’erba, senza mettere un etto di cemento e senza caschi, se non quelli arancioni degli addetti al montaggio del palco.

Buon lavoro e buon divertimento a tutti coloro che contribuiranno a questo fantastico pezzo di lotta al Tav che è il Festival.

 

PRESIDIO NO TAV DI VENAUS

E’ estremamente difficile descrivere in poche righe il significato di una realtà che da ormai 13 anni è diventata uno dei simboli del Movimento No Tav. Volendo dare una definizione scientifica al termine Presidio, possiamo riferirci ad alcuni dizionari: guarnigione militare, contingente di truppe che è di stanza, abitualmente o temporaneamente, in un luogo, al fine di esercitarvi un’azione di controllo, di vigilanza, di difesa, oppure contingente militare o paramilitare di stanza in un luogo per garantirne il controllo e la difesa. Ma Presidio deriva dal latino Praesidium cioè “posto avanzato.

L’ unica definizione che ci sentiamo di condividere è la terza, poiché il presidio No Tav di Venaus è effettivamente un “posto avanzato” dove si pratica accoglienza, informazione, supporto e divulgazione di quei sani principi di libertà di pensiero, condivisione di obiettivi e confronto di idee ed esperienze per rendere la società a misura di essere umano.

Il presidio No Tav ha cercato, in questi anni, di rendere vivibile un luogo di accoglienza aperto a tutti; di essere un punto di riferimento delle iniziative utili alla causa; di essere un luogo di aggregazione di individui, idee, passioni e desideri di una multiforme varietà di persone da tutta Italia ed anche dal resto del mondo.

Il presidio è un simbolo di lotta contro ingiustizie e discriminazioni di ogni genere, che riesce a far convivere, non sempre agevolmente, ideologie e metodologie a volte molto differenti ma tutte con il medesimo obiettivo.

 

IL GRUPPO CULTURA

La valle di Susa è una comunità che da oltre vent’anni sta lottando contro la costruzione di una grande opera ritenuta inutile e dannosa: il Tav. La realizzazione di quest’opera distruggerebbe la nostra valle e le nostre vite, la nostra salute e le nostre relazioni, la sostenibilità ambientale e sociale del nostro territorio.

Il Tav era, inizialmente, un progetto europeo per facilitare la mobilità delle merci da est a ovest in un continente in cui giornalmente viene limitata la mobilità delle persone, soprattutto se migranti. Il progetto è già fallito nelle tratte previste negli altri Paesi. Nonostante ciò, viene portato avanti in Italia e nel corso degli anni è stato sostenuto dai governi indipendentemente dal loro colore politico. Il motivo di questa cieca ostinazione è molto semplice: dietro alla costruzione del Tav ci sono gli interessi economici e speculativi di grandi imprese alleate con la “casta” politica, in cui, spesso, la gestione legale si intreccia con la gestione mafiosa. Sono, come avviene nel resto del mondo, gli interessi dell’1% della popolazione.

È a tutto questo che ci opponiamo, con una lotta che nel corso degli anni ha coinvolto l’intera comunità, attraverso manifestazioni, marce popolari, picchetti, azioni dirette. Il movimento No Tav è diventato, nel corso degli anni, un punto di riferimento per tutti coloro che immaginano un altro mondo possibile. Quotidianamente in val di Susa circolano attivisti e persone provenienti da tanti Paesi, in uno scambio che ha fatto della nostra comunità uno spazio di condivisione di esperienze e forme di vita. La comunità valsusina ha sempre sostenuto le grandi mobilitazioni per la giustizia sociale, fin dal movimento contro il G8 di Genova e la globalizzazione neoliberista, a dimostrazione che chi parla di Nimby (non nel mio giardino) è in malafede.

Nel 2016 abbiamo celebrato la prima edizione del Festival alta felicità, con una partecipazione di decine di migliaia di persone, che si è ripetuta anche nell’anno successivo. Lo abbiamo chiamato così per sottolineare come la lotta contro questo modello di sviluppo cancerogeno significhi per noi costruire un altro modello di sviluppo, costruito sulla partecipazione, comunanza e felicità per tutti. Vi hanno preso parte, con entusiasmo e solidarietà nei confronti del movimento, anche molte importanti figure del mondo dello spettacolo, della musica, della cultura.

La terza edizione si colloca in un anno segnato da molte difficoltà per la valle. Durante l’autunno, il nostro territorio è stato colpito da pesanti incendi, fronteggiati con coraggio della nostra comunità. Le istituzioni nazionali, al contrario, ci hanno posto di fronte all’ennesimo ricatto economico riassumibile nell’accettare la costruzione del Tav per avere fondi e risorse. Il medesimo ricatto subito in passato di fronte al taglio di ospedali, scuole, welfare e posti di lavoro.

Per questo motivo, uno dei temi al centro delle discussioni del Festival sarà quello dell’autogoverno: a partire dalla nostra esperienza, ci confronteremo con attiviste e attivisti che, a livello internazionale, fanno esperienze simili.

Gli altri tre temi del nostro Festival sono: la parità di genere, l’emergenza migranti e la questione ambientale. Temi fondamentali da cui partiremo per costruire.

 

IL GRUPPO ACCOGLIENZA

I volontari del gruppo accoglienza saranno i primi a darvi il benvenuto a Susa, sia nei pressi del grande parcheggio ex Assa che della stazione ferroviaria; qui potrete posteggiare le vostre auto e usufruire del servizio navetta gratuito, attivo per gran parte delle giornate, che vi permetterà di raggiungere il luogo dell’evento senza preoccuparvi di guidare! L’anno scorso, grazie alla generosità di tutti i partecipanti , che hanno contribuito secondo le proprie possibilità con un’offerta, è stato possibile riconfermare il festival per questa edizione: siamo certi che anche stavolta un piccolo sforzo di ciascuno renderà possibile molte altre edizioni! Per i più sportivi, sarà delimitato un percorso pedonale per raggiungere il festival a piedi (in circa 45 minuti). Arrivati a Venaus, troverete i volontari dell’InfoPoint, che vi indirizzeranno verso le aree campeggio e sosta per camper e caravan gratuite; un membro dello staff vi mostrerà dove posizionarvi e vi illustrerà le poche, ma indispensabili regole del buon campeggiatore!

All’InfoPoint saranno inoltre raccolti e custoditi tutti gli oggetti smarriti durante la festa e lì vi dovrete rivolgere se avete trovato o perso qualcosa.

Il nostro compito è quello di farvi entrare nello spirito del festival e del Movimento NoTav ancora prima di raggiungere Venaus.

Saremo il volto della Valle: per questo ci impegneremo tutti i giorni per farvi vivere un’esperienza autentica, diversa e significativa, rispondendo alle vostre domande sulla storia della nostra lotta, con l’auspicio che possa diventare anche un po’ la vostra!


IL GRUPPO ELETTRICISTI

Nei giorni seguenti il festival dello scorso anno, mentre smontavamo, ci avvicinò una signora di Mompantero, quasi ottantenne, che ci guardava ammirata. Ci fermammo per guardarla negli occhi, e ci disse: “Una cosa mi ha colpita in questi giorni. Tutto funzionava benissimo e non ho visto nessuno dare ordini”. Qualcuno di noi le rispose: “.. nessuno dà ordini qui, signora, perché nessuno è disposto a farseli dare”. La signora, inconsapevolmente, ci ha fatto un prezioso complimento.

Il festival è per noi un tempo di lavoro e di vita liberato dalle gerarchie; un luogo dove sono le competenze e le abilità che “comandano”; uno spazio in cui tutti trovano una propria dimensione attraverso l’apporto di abilità differenti.

Si condivide con gusto la stanchezza e la soddisfazione di cablare un enorme impianto per la più grande festa popolare gratuita, solidale e battagliera che c’è in questo Paese.

Questa capacità è l’essenza del nostro essere una comunità di lavoro reale, capace di essere e costruire. Siamo un insieme di professionalità, di mestieri imparati nella vita e sui posti di lavoro. Il nostro operato incomincia almeno un mese prima, tutte le sere fino a notte, sabati e domeniche; una faticaccia vissuta con il gusto di lavorare per una comunità, per il gusto di essere una comunità, che valorizza le abilità ed i caratteri. Non che i  caratteri siano spesso caratteracci, ma vissuti con gusto, con quell’acredine che diventa dolce nel riconoscersi simili, nel riconoscere il valore di esserci insieme.

Il bello del nostro lavoro, è che si intreccia con quello di tutti, crea scambio, rapporto, rispetto, condivisione, conoscenza. E un abbraccio, fraterno, per affinità elettive, va ai nostri amici idraulici.

Il nostro lavoro, qui è come l’amore, è possibile solo se è gratis.

 

GRUPPO AREA BIMBI

Durante i giorni del festival sarà attrezzata, in sintonia con il paesaggio, un’area dedicata al gioco pensata per i più piccoli ma aperta e disponibile a tutte e a tutti.

A partire dalle 10 del mattino fino alle 18 (ma ci prendiamo una pausa pranzo) sarà possibile in modo libero e responsabile leggere e ascoltare storie, dipingere con materiali e pigmenti naturali, creare origami, rilassarsi in uno spazio protetto e tranquillo a misura di bambino.

Nell’area bimbi saranno sempre presenti figure adulte che metteranno a disposizione conoscenze e materiali. Si alterneranno momenti di autogestione e libera sperimentazione a laboratori creativi tematici condotti da professionisti e artisti volontari, all’insegna del colore e dell’incontro.

I genitori dovranno restare all’interno dello spazio poiché quest’area non è pensata come un “baby parking” ma come un momento di crescita collettiva.

Ricordiamo, anche se è noto, che non si possono fare, in nessun caso, fotografie ai minori.