4-5-6 SETTEMBRE: FINE SETTIMANA NO TAV IN VALSUSA

Quello vissuto fino ad oggi è stato un anno particolare, difficile e intenso. L’emergenza sanitaria dovuta dal Covid-19 ha stravolto le nostre vite e l’intervento delle misure di tutela imposte ha causato a tutte e tutti importanti rinunce; tra queste anche la decisione di annullare i Weekend ad Alta Felicità. Ma la voglia di incontrarsi e di continuare a far conoscere la meravigliosa esperienza di resistenza prodotta dal Presidio permanente dei Mulini, insieme alle centinaia di persone che hanno attraversato quel luogo durante tutta l’estate, ha fatto sì che decidessimo di mantenere vivi alcuni appuntamenti e iniziative.

Siamo infatti orgogliosi che artisti come Zerocalcare, Sergio Berardo ed Enrica Bruna dei Lou Dalfin abbiano deciso di non rinunciare alla possibilità di portare il loro contributo e sostegno alla lotta no tav. Così il weekend appena passato ci ha confermato come sia necessario portare avanti momenti di incontro, discussione e dibattito perché solo collettivamente possiamo trovare le risposte alle problematiche che il sistema non risolve. In un contesto quindi fumoso e poco chiaro, che dà adito a ulteriori preoccupazioni legate a una precarietà maggiormente diffusa, è per noi necessario continuare a parlare di tutela dell’ambiente, cura dei territori, salute, servizi alle persone e utilizzo dei fondi pubblici.

Per queste ragioni abbiamo contribuito alla costruzione di un nuovo fine settimana fatto di momenti di incontro, socialità e lotta. 

In particolare a partire dalle tante video-interviste fatte durante il lockdown a medici, infermieri, operatori sociosanitari, ricercatori per  fare chiarezza sull’emergenza sanitaria, abbiamo deciso di dare seguito a questo percorso partecipando alla costruzione di un dibattito che tratta tematiche legate a pandemia, ambiente e territorio.

Si comincia quindi venerdì 4 settembre alle ore 21 a Bussoleno, presso la Sala Polivalente, con il dibattito “Cura, ambiente e territorio”. All’interno dell’incontro discuteremo insieme a medici e ricercatori su emergenza sanitaria Covid-19, grandi opere e disuguaglianze sociali. 

Parteciperanno all’incontro: Dott. Guido Giustetto (Pres. Ordine dei Medici di Torino, Dott. Giuseppe Costa (Prof. Ord. di Igiene e Salute Pubblica dell’Università di Torino), Dott.ssa Luisa Mondo (epidemiologa), Dott. Mauro Occhi (Dir. Distr.5 dell’Asl To3), Dott.ssa Chiara Rivetti (Segretario Regionale ANAAO), Dott. Alessandro Ferretti (fisico nucleare del Dipartimento di Fisica di Torino).

Sabato 5 settembre alle ore 14, al Presidio di Venaus, si terrà l’Assemblea Popolare No Tav, un momento di riflessione per confrontarci insieme sull’esperienza del Presidio dei Mulini e organizzarci in vista del futuro allargamento del Mostro, il cantiere di Chiomonte.

La giornata di sabato 5 settembre proseguirà alle ore 17.30 in Piazza del Sole a Susa per l’incontro con i Tecnici No Tav sui cambiamenti che il progetto di Telt prevede per il territorio segusino.

Alle ore 19.30 l’appuntamento sarà invece al campo sportivo di Giaglione per raggiungere insieme il Presidio permanente dei Mulini per un apericena in pieno stile No Tav.

Il fine settimana si concluderà domenica 6 settembre, con un pomeriggio al Presidio permanente dei Mulini, con ritrovo alle ore 14 al campo sportivo di Giaglione.

Ricordiamo che sarà importante portare la mascherina nel rispetto delle normative e del buon senso, per tutelare soprattutto i più fragili.

SI PARTE SI TORNA INSIEME

Annullati i Weekend ad Alta Felicità

Ci abbiamo sperato e provato fino all’ultimo, ma visto l’attuale innalzamento della curva dei contagi con il conseguente nuovo decreto governativo di Ferragosto, abbiamo deciso di sospendere ed annullare l’edizione 2020 dell’Alta Felicità. Una scelta dettata innanzitutto dal senso di autotutela e di responsabilità, in un momento molto delicato, dove accanto alle legittime preoccupazioni per la propria e altrui incolumità causata da un nemico tanto subdolo quanto invisibile, il virus, si mischiano altrettanto legittimi sentimenti di rabbia e disappunto per quelle istituzioni che, invece di garantire la possibilità di una vita dignitosa, a cominciare da una sanità efficiente , perpetuano politiche criminogene e distruttive dell’ambiente e delle nostre vite, come il Tav in Valsusa, sperperando ingenti risorse per tutti a beneficio dei profitti per pochi.


Chi ci conosce e vi ha partecipato nelle edizioni precedenti sa che non è stata una scelta presa a cuor leggero, per tantissimi motivi, primo tra tutti perché l’Alta Felicità non è stato e non sarà mai un Festival come gli altri. Fin dalla sua prima edizione, al centro di tutto, abbiamo messo alcuni valori non negoziabili, a partire da quelli dall’accoglienza e dall’inclusività, proponendo una serie infinita di concerti, dibattiti, iniziative, a titolo gratuito ed accessibili per tutti, giovani e “diversamente” giovani, ed ospitando decine e decine di migliaia di persone. Lasciare indietro qualcuno (anzi tantissimi, viste le adesioni pervenute via social) per mettere in pratica una versione del Festival “compatibile” con normative adeguate ai protocolli anti-Covid (prenotazioni, accessi contingentati, dispositivi di protezione individuali, distanziamento fisico ecc.ecc.) sarebbe stata una scelta troppo dolorosa da prendere. Non tanto per quel che riguarda le questioni tecnico-organizzative annesse alla messa in sicurezza degli eventi e degli spazi, cosa che grazie soprattutto alle capacità collettive, alla partecipazione di centinaia di volontari ed alla grande disponibilità da parte dei tanti artisti che ci supportano, saremmo stati in grado di garantire.

L’ostacolo, al momento insormontabile, che ci troviamo di fronte e che stravolgerebbe radicalmente la natura stessa dell’evento, è la consapevolezza dell’uso “politico” della pandemia ed il conseguente rischio calcolato, nel malaugurato caso in cui si fosse verificato un qualche contagio durante l’evento. Non è necessaria tanta immaginazione per prefigurare le pagine dei giornali che avrebbero additato, come d’altronde stanno facendo già da un pezzo, i giovani e/o gli attivisti come dei pericolosi “untori”. Come se un padrone di una multinazionale che continua a tenere aperta la sua impresa, sfruttando la forza lavoro a discapito della loro incolumità e grazie alla complicità di governanti supini a Confindustria, possa essere messo sullo stesso piano di un gruppo di giovani che rivendica il diritto alla socialità o a quello di una famiglia che, dopo un anno terribile, vorrebbe concedersi un po’ di svago e serenità su una spiaggia, od ancora a quello di chi si trova a condurre una battaglia per difendere il proprio territorio e lo vuole fare insieme a più amici e compagni possibile.


Questa scelta, per quanto dolorosa, è necessaria. Lo è perché il Festival non è solo un momento di incontro, non è soltanto musica, divertimento e cultura, ma è parte di un processo collettivo più ampio che rappresenta una speranza per la valle in cui viviamo e per centinaia di migliaia di persone in tutta Italia. In questa strana estate sospesa tra la paura e le pressioni delle istituzioni e degli imprenditori per tornare ad una presunta “normalità” impossibile ed imposta, il movimento No Tav ha mostrato vitalità e forza, ma soprattutto ha dimostrato che si può lottare, con intelligenza e buonsenso, anche al tempo della pandemia. Anzi, che è necessario più che mai farlo proprio in questo momento in cui tutti i limiti della società in cui viviamo sono resi evidenti dal virus. E quindi mentre alcuni politicanti si spartivano la torta dei fondi destinati alla sanità, mentre gli imprenditori e le mafie si sfregavano le mani pensando a nuove speculazioni, cementificazioni, ai nuovi cantieri di grandi opere inutili e inquinanti che sarebbero stati venduti dai giornali come la panacea dei mali di questa crisi senza precedenti, mentre tutto questo accadeva, i No Tav lanciavano ancora una volta un messaggio chiaro: quello della resistenza.


Questo messaggio si è incarnato nell’esperienza del Presidio Permanente dei Mulini dove per mesi si è lottato senza sosta e allo stesso tempo si è messo in pratica un embrione di forme di vita alternative a quelle che ci stanno portando al disastro. Un’esperienza dove, nell’incontro tra il movimento No Tav “storico” e i moltissimi giovani che hanno sviluppato interesse per le tematiche ambientali e del cambiamento climatico, si è ragionato sulle traiettorie che dovrebbe avere un futuro più giusto e libero per tutti e su quali potrebbero essere i modi per metterlo in pratica. Certo il presidio dei Mulini ha rappresentato e rappresenta solo una scheggia in un panorama sociale più ampio e complicato, ma è una scheggia ben conficcata nel fianco delle lobby della speculazione, dell’inquinamento e della distruzione della natura.


Sappiamo bene che ad attenderci ci saranno giorni non facili, che l’esperienza dei Mulini è minacciata quotidianamente dalle forze dell’ordine al servizio di TELT e dal prossimo ulteriore allargamento del cantiere, ma questa estate di lotta ha permesso che migliaia di persone conoscessero e vivessero quell’angolo di Val Clarea dove la resistenza è di casa. Nei prossimi mesi sarà importante continuare a partecipare con consapevolezza ed energia a quell’esperienza, arricchirla di iniziative di lotta, culturali e di informazione per ampliare il più possibile la prospettiva e la possibilità di un futuro dignitoso, più giusto, in armonia con la natura e il pianeta… insomma un futuro ad Alta Felicità!


Come diciamo dalle nostre parti: si parte e si torna insieme! A presto!

#staytuned

#AltaFelicita’

#NoTav

🎼 30 AGOSTO: Orchestra Alta Felicità + Modena City Ramblers

Non potevano mancare all’appello i MODENA CITY RAMBLERS, accompagnati dall’ Orchestra Alta Felicità nel primo dei Due Weekend ad Alta Felicità.

🎼 29 AGOSTO: Orchestra Alta Felicità + Bianco

Siamo strafelici di riavere con noi sul palco dell’ Arena di Venaus anche per questa quinta edizione BIANCO accompagnato dall’ Orchestra Alta Felicità nel primo dei Due Weekend ad Alta Felicità.

🎼 29 AGOSTO: Orchestra Alta Felicità + Willie Peyote

Non poteva che essere il nostro vecchio e caro amico Willie Peyote il primo ospite tra gli artisti che si esibiranno con l’ Orchestra Alta Felicità nel primo dei Due Weekend ad Alta Felicità.
Noi siamo già in trepidante attesa, ci vediamo il 29 Agosto!

29/30 AGOSTO Orchestra Alta Felicità Live + Guests.

ORCHESTRA ALTA FELICITA’
Il nostro progetto, o meglio sfida, inizia qualche mese prima dell’ultima edizione dello scorso anno del Festival Alta Felicità, giunto alla quinta edizione (seppur cambiando il format per forza di cose quest’anno) che si tiene in ValSusa nella Borgata 8 Dicembre di #Venaus.
La borgata in questione dove si svolge ogni anno il festival prende il nome da una data molto importante per gli abitanti valsusini ,ma non solo, poiché riconquistarono nel 2005 i terreni che erano stati espropriati con la forza dallo Stato che voleva imporre la grande opera della #Tav.
Ed è proprio da qui che vogliamo partire per presentare il nostro progetto, pensiamo che dalla musica possa nascere un futuro nuovo di consapevolezza, per tutti e tutte.
Nati dall’unione tra mondi distanti, ci piace mischiare la classica e il pop, i grandi nomi della musica e l’impegno sociale, la metropoli e la montagna, la cultura e la resistenza.
Il primo esperimento è riuscito nell’ultima edizione proprio del festival, in cui molti artisti (Eugenio Finardi, Lo Stato Sociale, Ensi, Casino Royale, Gli Statuto, Fratelli di Soledad, Perturbazione, Luca Morino dei Mau Mau, Bianco, Egin, Lou Dalfin, Alp King con il grande supporto della Bandakadabra e dei direttori/arrangiatori Giulio Piola & Giorgio Mirto) hanno accettato la sfida con noi e reso possibile quello che sembrava solo immaginazione o, forse, sicuramente una “pazzia”. Una meravigliosa pazzia con 30 orchestrali sul palco che riarrangiano in chiave orchestrale brani di cantanti e gruppi di tutt’ altro genere, riconfermata a Dicembre come regalo di Natale.
Non possiamo fare altro allora che invitarvi a seguirci per restare informati sui nomi dei nuovi ospiti per questo primo weekend ad alta felicità e per questa ennesima sfida.

#StayTuned

Comunicato stampa Festival Alta Felicità 2020

DUE WEEKEND AD ALTA FELICITÀ
29/30 AGOSTO e 5/6 SETTEMBRE 2020
Borgata 8 dicembre – Venaus (To)
La tragedia del Covid-19 ci ha colpiti e sta segnando le nostre vite, con il lock-down ed il “distanziamento fisico” prima, un presunto ritorno ad un’anormale normalità poi, e oggi la convivenza difficile con il virus. Nessuno può rimanere indifferente rispetto ad un evento storico che, siamo convinti, segnerà un prima ed un dopo. A maggior ragione chi, come le centinaia di attiviste e attivisti e volontari che da ormai cinque anni organizzano l’Alta Felicità, un appuntamento che fin dalla sua gestazione ha sempre voluto essere più che un semplice festival musicale. Ci siamo interrogati molto a lungo sul da farsi, confrontandoci con una realtà che definire contraddittoria è poco, tra scenari di rischio sanitario e di crisi economico-sociale, tra proclami confusi e poche certezze. Da subito la scelta più logica è stata quella di affidarsi al “buon senso”, anziché ad un sistema istituzionale che si è dimostrato incurante e manchevole (per non dire complice) nel prevenire ed arginare gli effetti di un modello di sviluppo criminogeno e devastatore, basato sullo sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente.
Per questo abbiamo deciso di non replicare il format Festival Alta Felicità per come l’abbiamo vissuto nelle sue prime quattro edizioni, ma al contempo ragionando su come fosse fondamentale mantenere integro, semmai rafforzandolo, quello spirito di comunità resistente, lo stesso ossigeno di cui abbiamo enormemente bisogno oggi, ai tempi della pandemia: la speranza che non tutto sia perduto, che possiamo farcela, insieme, a cambiare la realtà, questa realtà!
È con questo spirito, improntato all’autotutela ed al rispetto reciproco e verso il territorio, che quest’anno, al posto del Festival, promuoviamo due Weekend ad Alta Felicità, il 29 – 30 agosto e poi il 5 – 6 settembre. Due momenti dove lo stare insieme sarà caratterizzato dalla consapevolezza che il necessario distanziamento fisico nell’arena concerti e negli spazi comuni non coincide con un nocivo ed autolesionista concetto di “distanziamento sociale” come concepito dalle Istituzioni e cioè isolamento, abbandono a se stessi, paura e incertezza, che fermamente respingiamo. A questo modello ne vogliamo opporre uno in cui ci prendiamo cura collettivamente dei nostri bisogni e della salute di tutte e tutti, soprattutto dei più fragili. La gratuità e l’accessibilità per tutti, insieme con l’autotutela collettiva, sono principi non negoziabili, ora più che mai.
I Weekend ad Alta Felicità, che si terranno tra fine agosto e inizio settembre, arrivano a seguito della meravigliosa esperienza del Presidio Permanente dei Mulini: un luogo di incontro e di lotta dove si sono incrociate vite, sensibilità, sogni e immaginari di moltissimi giovani provenienti da tutta Italia. Un fazzoletto di terreno a pochi metri dal Mostro, il cantiere di Chiomonte, che tormenta la nostra Valle dove abbiamo imparato di nuovo cosa vuol dire vivere in armonia con la natura, rispettarla e difenderla.
Quelli ad Alta Felicità saranno due weekend all’insegna di condivisione, socialità, tutela dell’ambiente e lotta, si comincerà sabato 29 agosto alle ore 18 con un momento collettivo di riflessione sull’uso delle risorse pubbliche e sulla necessità di cambiamento per un presente ed un futuro più dignitoso per tutte e tutti. Si proseguirà, la sera, dalle ore 21.00 con il concerto sul Palco Arena insieme all’Orchestra ad Alta Felicità che accompagnerà i tanti artisti che si esibiranno gratuitamente. Domenica 30, alle 14.00, torneremo in Val Clarea perché è necessario che tutte e tutti possano vedere con i propri occhi lo scempio prodotto dal cantiere di Chiomonte; la sera, dalle 21.00, sempre insieme all’Orchestra ed altri artisti, concluderemo il weekend con un altro imperdibile concerto.
Sabato 5 settembre dalle 18.00, replicheremo con un momento di dibattito incentrato sul concetto di “cura” sia dal punto di vista sanitario, sia da quello altrettanto importante ambientale e sociale. Dalle 21.00 ripartirà la musica dal Palco Arena, mentre la mattina di domenica 6 settembre ci recheremo anche in quei luoghi su cui vorrebbero costruire i nuovi cantieri per la prosecuzione dell’opera, con la consapevolezza che insieme possiamo cambiare il corso delle cose, per assicurarci un futuro dignitoso e una vita che valga la pena di essere vissuta!

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🎧 CAMBIAMO MUSICA?


“Una lettera aperta per aprire un confronto più che mai necessario”.

Il settore della cultura, e ancor di più dello spettacolo, è abbandonato e rimane sotto una coltre di imbarazzante silenzio.

E’ un settore ad alta intensità di prossimità sociale perché la produzione culturale nel suo farsi ha bisogno di qualcuno che fruisce del suo “prodotto”.

Gli eventi musicali (e spettacolistici in generale) dal vivo sono uno dei settori più colpiti dalle limitazioni imposte per contenere la pandemia #Covid19, anche per il loro perdurare.

I tempi della ripresa della musica live sono colpevolmente indefiniti dal governo, la sorte degli “attori” di questo articolato mondo è più che mai incerta, il sistema è al collasso.
Migliaia di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, senza i quali questo mondo non potrebbe girare, sembrano essere invisibili: senza nessun tipo di tutela e sostegno economico.

Lo “shock” è profondo e l’impegno di ognuno finalizzato a “salvare il salvabile”.

Noi crediamo che sia importante cogliere questa occasione per riflettere, certo, sul qui e ora, ma allo stesso tempo siamo profondamente convinti che questa crisi può essere un’occasione straordinaria per ripensare completamente questo sistema.

Ragionando di un’idea di “resilienza” che non sia, come da etimologia, il ritornare nella condizione in cui si era prima, ma che sia un’idea di resilienza che ti fa assumere un’altra forma.

Questo trauma, questo schianto contro qualcosa che non ti aspettavi, potrebbe essere occasione per capire come ricominciare in maniera diversa, per aprire un confronto, una discussione.

A noi sembra evidente che qualcosa non funzionava perché è un “mercato” in cui vince il più ricco e il più forte.

Da diverso tempo, prima dell’emergenza da Covid-19, abbiamo discusso e deciso che era arrivato il momento di prendere parola per denunciare la situazione, ormai insostenibile, in cui versa la musica live. Un tema di cui non si parla pubblicamente, soffocato da un silenzio assordante.

Questa lettera vuole lanciare un segnale per aprire un dibattito pubblico.

Il tema è molto complesso, ne siamo consapevoli. Non vogliamo semplificare e molto ci sarebbe da dire e da approfondire.

Per questo abbiamo scelto di partire da un dato oggettivo con il quale dobbiamo maledettamente fare i conti ogni volta che organizziamo un concerto o un festival.

Da alcuni anni ormai stiamo assistendo ad un aumento importante dei costi della musica, in particolare dei cachet di artiste e artisti e delle produzioni.

Ciò mette a rischio l’esistenza stessa della musica live, sempre più minacciata dal pesante monopolio esercitato dalle multinazionali.

Questa situazione è ancora più complessa per chi crede che i concerti, siano, prima di tutto, spazi di attivazione sociale e culturale.

Per chi, nonostante tutto, crede che l’arte debba essere anche un diritto sociale.

Il “sistema”, per come era prima, è destinato a far scomparire molte realtà medio piccole, che sono anche le prime a pagare questa crisi.

Si rischia di snaturarne altrettante che invece vogliono rimanere libere e indipendenti nella proposta, nell’organizzazione e nel metodo. Si rischia di tenere in vita solo chi può permettersi di continuare a livellare, al rialzo, il costo dei biglietti.

Oggi, poi, la posta in palio è decisamente più alta: ad essere messa in discussione non è “soltanto” la tenuta di un mercato già fragile di per sé; si sta rischiando non “solo” un patrimonio immenso e tangibile (monetizzabile dal mercato) accumulato da abilità professionali, capacità artistiche, creatività produttive, intelligenze e competenze, che, necessariamente vanno tutelate e salvaguardate.

Ciò che è in gioco è in fondo il “bene” più prezioso che sta alla base e fa girare la “giostra”, la natura e la funzione stessa dell’evento live, del concerto: lo stare insieme!

Sopra, sotto, dietro, ai margini, prima e dopo, fisicamente e metaforicamente…su quello stesso palco ci vogliamo e dobbiamo tornare tutti e tutte, per emozionare ed emozionarci, per ridere, cantare, saltare, lavorare, litigare, sudare insieme.

E per riuscirci non dobbiamo aver paura di cambiare, di metterci in gioco, di abbandonare interessi specifici, insomma di “guardare la Luna”.

In questo articolato mondo alcuni/e possono fare delle scelte, possono mettere in campo dei rapporti di forza, possono esprimere e rivendicare una differenza.

Lo sappiamo perché noi lo facciamo da quando esistiamo. Giochiamo nella contraddizione, con passione ma anche con professionalità e competenza cerchiamo di costruire spazi dove la musica abbia una grande importanza ma allo stesso tempo non sia un “prodotto” senz’anima.

Siamo riusciti a costruire festival o concerti, nei quali si crea un’atmosfera unica tra artista, pubblico e organizzatore, garantendo qualità e professionalità in quello che facciamo.

📌 In sintesi i nodi che noi riteniamo più critici sono:

– Scarsa attenzione ai festival indipendenti e, in generale, alle realtà con un taglio più sociale.

– Aumento esponenziale dei cachet degli artisti e degli oneri di produzione.

– Prezzo dei biglietti d’ingresso in crescita incontrollata.

– Pratiche monopolistiche / di esclusività forzata imposte agli artisti dalle multinazionali.

– Cambiare la logica delle mega produzioni.

– Imposizione di canali di prevendita esclusiva.

– Nessuna tutela per tecnici e lavoratori dello spettacolo (fra i primi colpiti dallo stato di crisi, se non i primi).

– Suddivisione iniqua dei rischi in caso di annullamento dell’evento per cause non imputabili al controllo o alla volontà dell’organizzatore-

✍️ Noi firmatari siamo pronti al confronto con chi vorrà provare a costruire un futuro diverso e possibile per molti e molte, con e per la #musica.

👉 Chi volesse sottoscrivere questa lettera può scrivere a: cambiamomusica.italy@gmail.com
Salviamo il salvabile, ma #cambiamomusica!

Festa di Radio Onda d’Urto,
Festival Alta Felicità,
Sherwood Festival.

Con la musica #teniamocistretti (video)

La diretta dall’Acquario, il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli, diretto dal primario Michele Grio.
The Uppertones in concerto e tanti interventi per portare un po’ di calore al personale medico e sanitario, ai pazienti e alle loro famiglie. #TeniamociStretti anche se distanti!

Di seguito le coordinate per le donazioni: Ora più che mai #teniamocistretti anche se da lontano.
Il conto corrente a cui possono essere effettuate le donazioni è il seguente:
IBAN: IT69Q0306930870100000309310
Codice SWIFT: BCITITMM
intestato alla ASL TO3
indicando nella causale “Donazione Covid-19 – Alta Felicità” seguito da cognome, nome, codice fiscale del donatore.
Per eventuali donazioni di materiale e/o attrezzature, contattare la segreteria della Direzione Generale AslTo3 al seguente recapito telefonico: 011 / 4017230

ALL’OSPEDALE DI RIVOLI UN VIDEO-CONCERTO PER MEDICI, INFERMIERI E PAZIENTI

Lunedì 20 aprile – ore 14

Diretta Facebook dalla Pagina: Festival Alta Felicità

Lunedì 20 aprile, alle ore 14, il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli, diretto dal Primario Michele Grio, ospiterà il Festival Alta Felicità, con un concerto realizzato dalla band The Uppertones, diretta da Mr. T-Bone. L’iniziativa offerta in solidarietà a tutto il personale sanitario che, senza sosta, da oltre un mese lotta duramente contro il Covid-19, insieme ai pazienti che quotidianamente si affidano a medici ed infermieri per superare questo duro momento.

Lo streaming sarà visibile dalla pagina facebook Festival Alta Felicità.

“Durante queste settimane, lunghe e difficili ci siamo sentiti spesso – dicono gli organizzatori del Festival Alta Felicità – Un contatto, quello con il Primario Michele Grio che è divenuto un’amicizia vera, un sentirsi vicini anche se lontani. Da qui le parole, i pensieri, la musica e la vita. In quest’emergenza abbiamo scelto di esserci fino in fondo, ognuno con i mezzi a sua disposizione, ognuno secondo le sue possibilità. Da qui nasce l’idea di portare nell’Acquario, il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli,un po’ di calore, un saluto e ci auguriamo tanta voglia di ritornare a vivere. Ci auguriamo che questo sia un esempio da riprodurre e ripetere ovunque. Restare vicini, anche se lontani, come in un vero concerto, come in una vera battaglia. Contro il Covid-19, per una sanità migliore, pubblica, per ripartire insieme in una valle che guardi alle priorità e alle opere veramente utili”.

Grazie alla sensibilità e al coraggio del Dr. Grio, Primario del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli (To), lunedì 20 aprile alle ore 14, il concerto in streaming di The Uppertones sarà visibile e udibile ai pazienti e a tutto il personale sanitario.

Questo video-concerto – dice il Primario – è il miglior modo di sostenere lo spirito ed il sistema immunitario dei pazienti ricoverati in seguito a complicanze respiratorie, conseguenti all’infezione da Coronavirus e dei professionisti della salute che li accudiscono da settimane, presso la Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli. Il Dr. Grio prescriverebbe volentieri queste emozioni positive sul quotidiano foglio-terapia dei suoi pazienti, certo che possa senz’altro contribuire al miglioramento e all’alleviamento del difficile iter di cura e guarigione. “Da tempo, tra l’altro – prosegue il Dr Grio – il Dr. Flavio Boraso dell’ASL TO3, si preoccupa di preservare il personale dafenomeni di burnout lavoro-correlato e questa gioiosaesperienza è un’impronta positiva a favore del loro benessere psicofisico, soprattutto in questo frangente storico particolarmente stressante”.

Lunedì sarà una diretta che seguirà prima di tutto il ritmo del reparto e poi quello della band The Uppertones ossia Mr. T-Bone, Phil Cuomo e Count Ferdi che “porteranno” in ospedale la loro perfomance, nata a sostegno di #TeniamociStretti, la campagna di raccolta fondi per l’AslTo3. “Faccio il musicista da quando sono nato – dice Mr T-Bone – Quindi da molto tempo. Lo scopo di questo mio lungo viaggio, in fin dei conti, è sempre stato trovare la gioia, negli altri e dentro di me.

Avere il privilegio di portare, almeno un po’ di sollievo a chi ne ha bisogno è sempre stata la mia più grande ricompensa”.

L’esigenza di mettere al centro le persone – concludono gli organizzatori – la salute e il futuro di tutti, sono i cardini su cui abbiamo realizzato tutti i nostri Festival, su cui si è sempre mosso il movimento No Tav”.

Di seguito le coordinate per le donazioni: Ora più che mai #teniamocistretti anche se da lontano.

Il conto corrente a cui possono essere effettuate le donazioni è il seguente:

IBAN: IT69Q0306930870100000309310

Codice SWIFT: BCITITMM

intestato alla ASL TO3

indicando nella causale “Donazione Covid-19 – Alta Felicità” seguito da cognome, nome, codice fiscale del benefattore.

Per eventuali donazioni di materiale e/o attrezzature, contattare la segreteria della Direzione Generale AslTo3 al seguente recapito telefonico: 011 / 4017230

Diretta Pagina Facebook: https://www.facebook.com/festivalaltafelicita/