SABATO 27 LUGLIO IL FESTIVAL SI FERMA E VA IN CLAREA!

Sabato 27 luglio alle ore 13.30 partirà la Gita in direzione del Mostro/Cantiere di Chiomonte.

Andiamo al cantiere, andiamo in tanti e andiamoci tutti!

Ci teniamo molto a far conoscere a tutti contro cosa lottiamo da oltre 30 anni e anche come lo facciamo, tutti insieme con uno spirito che ha consentito di essere uno dei movimenti più longevi della storia recente italiana nonostante le mille avversità che abbiamo incontrato.

Sabato pomeriggio per alcune ore, il Festival Alta Felicità si fermerà per trasferirsi sui sentieri della Val Clarea.

Come lo scorso anno cercheremo di raggiungere il Cantiere di Chiomonte che continua ad essere militarizzato, e sarà un’occasione per costatare in prima persona le difficoltà che i Valsusini incontrano ogni volta che intendono percorrere quei sentieri.

Gite: PASSEGGIATA AL CANTIERE

Partenza dal presidio di Venaus – 10.30

Rientro al presidio di Venaus – 16:00 circa

Altezza:800 metri slm

Km da percorrere: 10

Difficoltà: Bassa

Tempo necessario: 5 ore (A/R)

Nota Bene: Si consigliadi usare abbigliamento e calzature adeguate (scarpe da trekking) per l’escursione.

Si verrà accompagnati, da gente del luogo  in una visita ad un luogo simbolo della lotta al TAV: l’area di Cantiere della Val Clarea. Si raggiungerà il cantiere a piedi partendo da Venaus: si  potrà passeggiare tra le strade di Venaus, arrampicarsi lungo un fitto bosco di pini e castagni fino a Giaglione e da qui, attraverso una strada sterrata facilmente percorribile, si raggiungerà il cantiere: un mostro di cemento nel mezzo di una bellissima e verdissima valle alpina, la Val Clarea. I tecnici, che seguiranno la passeggiata, ci aiuteranno a capire le ragioni dell’opposizione, a questa grande opera inutile e  imposta.

Note:

Sarà possibile, al momento dell’iscrizione alla gita prenotare un sacchetto lunch (due panini, un frutto e una bottiglietta d’acqua) al costo di 7 euro.

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Gite: PASSEGGIATE IN AUTONOMIA

NOVALESA

Le Cascate – Il Borgo – L’Abbazia

Novalesa è un paese montano situato nella Val Cenischia e raggiungibile a piedi da Venaus, è attorniato da numerose cascate che si possono raggiungere in bici, in macchina e naturalmente a piedi.

Le Cascate

La principale e la più spettacolare è la cascata del rio Claretto, con un salto di oltre 100 mt. Per i più coraggiosi, vista l’acqua piuttosto fredda anche nei mesi estivi, ci sarà anche la possibilità di fare un bagno.

Una volta al centro del paese si va verso l’Abbazia, costruita nel 726.
Al parcheggio si prende per la carrozzabile asfaltata e a pochi minuti c’è la deviazione per le cascate. Proseguendo nel boschetto per 5-15 minuti (fatto con bambini piccoli il tempo si dilata) si raggiungono le cascate

Paesaggio molto bello, piacevole e per bambini nella natura ma senza stancarsi.

L’Abbazia

Complesso abbaziale dei Santi Pietro e Andrea fondato nel 726 da Abbone, governatore della Moriana e di Susa, lungo un’importante via di pellegrinaggio, divenuto tappa rilevante della Via Francigena. 

In epoca carolingia (IX secolo) l’abbazia raggiunge il massimo del suo splendore accogliendo più di cinquecento monaci. L’antica abbazia benedettina fu poi distrutta nel 906 dai Saraceni e venne nuovamente ricostruita intorno al 1050. Nel corso del XVII secolo l’abbazia passò dai frati benedettini ai cistercensi fino al 1798. Durante il regno di Napoleone poi, passò nelle mani dei monaci trappisti di Tamié. Dopo il 1855 l’abbazia venne trasformata per volere del governo piemontese in un albergo per le cure termali.

Nel 1972 la provincia di Torino ricomprò tutto il complesso e affidò nuovamente la gestione ai monaci benedettini che provenivano da Venezia.

Si compone di una chiesa ricostruita nel 1712, di un chiostro rimaneggiato nel Seicento e di quattro cappelle dedicate a San Salvatore, San Michele, Santa Maria Maddalena e Sant’Eldrado (e San Nicola) che possiede due splendidi cicli di affreschi (fine secolo XI) con episodi della vita dei due Santi.

Oggi il complesso dell’Abbazia di Novalesa comprende l’edificio monastico, la chiesa abbaziale, il parco e le quattro cappelle medievali che si trovano al suo interno. L’edificio monastico si sviluppa intorno ad un cortile centrale al cui interno si trovano i resti dell’antico chiostro del ‘500 ed il campanile, costruito nel 1730.

Negli stessi anni del campanile fu costruita, sui resti di una più antica chiesa risalente all’XI secolo, l’odierna chiesa abbaziale in stile barocco in cui oggi possiamo ammirare i resti di alcuni affreschi. Tutto intorno all’abbazia si può ammirare uno splendido e rilassante parco in cui si trovano le quattro cappelle di epoca medievale dedicate a San Salvatore, San Michele, Santa Maria Maddalena e Sant’Eldrado (e San Nicola). In quest’ultima si possono ammirare altri splendidi affreschi della stessa epoca che sono il vero e proprio gioiello di questo posto.

Il Borgo

Con la sua tipica architettura alpina, Novalesa è un borgo di strada costruito attorno alla Via Maestra, parte della strada antica di Francia che dal Medioevo (con la fondazione dell’Abbazia di Novalesa da parte dei Franchi nel 726) al XIX secolo conduceva al Colle del Moncenisio.

Il passaggio della strada internazionale faceva del paese di Novalesa e delle sue locande un posto tappa fondamentale ai piedi del valico, decretandone la fortuna economica e lasciando in loco pregevoli opere d’arte alpina. Durante la giornata, dopo una passeggiata tra le vie di Novalesa e una visita alla chiesa dell’Abbazia, potrete rilassarvi nelle vicinanze delle cascate.

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Gite: ANELLO GEAT VALGRAVIO

Anello con partenza dalla borgata Adret  sopra San Giorio, sosta al rifugio Geat e ritorno passando per  la Certosa di Montebenedetto.

Il percorso è interamente nel bosco attraverso una mulattiera. Tappe con racconti di storia partigiana.

Da San Giorio percorreremo la strada fino alla borgata  Adret. Dal parcheggio imboccheremo una larga mulattiera in direzione del Rifugio  GEAT Valgravio.
Il sentiero,  interamente nel bosco prevede  15′ in cui la pendenza è sostenuta  ed il resto del percorso sarà un susseguirsi di dolci saliscendi della mulattiera e passaggi lungo ruderi e casolari che lasciando spazio all’ immaginazione, raccontano storie di lavoro e fatica, di guerra e resistenza.

 La conca del rifugio, comparirà alla nostra vista all’ improvviso, costruito nel 1928, venne distrutto ad opera dei soldati tedeschi perché diventato un  importante sede partigiana. Fu ricostruito e ampliato nel dopoguerra. Ripercorreremo i loro sentieri e racconteremo  storie preziose che ci vengono tramandate come importanti documenti resistenti.

Per il ritorno, imboccheremo il sentiero GTA   scendendo fino alla Certosa di Montebenedetto datata 1198. Un  crocevia di commercio e informazioni, noi approfitteremo per goderci la serenità del luogo ed un buonissimo gelato prodotto a km0! 

Concluderemo l’ anello seguendo  un semplice sentiero in costa che ci riporterà ad Adret, per  riprendere la macchina e tornare verso Venaus, facendo ancora una tappa importante, per onorare il giuramento dei partigiani fatto alla Garda l 8 dicembre 1943, una data importante anche per il movimento No Tav.

DIFFICOLTA’: medio/facile

Durata di marcia: 2h, 30’

Consigliato abbigliamento da Trekking.

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Gite: SENTIERI PARTIGIANI – VACCAREZZA (CONDOVE)

L’escursione consiste nella visita di una parte dei “sentieri partigiani” oggi recuperati sulla montagna di Condove. Il percorso è costituito da un anello con inizio e termine al pilone di Belvardo (mt. 1.577 s.l.m.) e culmine all’Alpe Balma (mt. 1.670 s.l.m.) passando per mulattiere e tratti di sentiero.

Durante il tragitto si potranno osservare i bellissimi panorami tipici delle vallate alpine, carichi di suggestioni storiche, culturali e naturalistiche.

Questi luoghi, che oggi trasmettono quiete e serenità a chi li percorre, sono stati teatro di una parte determinante della nostra storia.

L’8 settembre 1943, l’armistizio proclamato dal generale Badoglio, gettò grande scompiglio anche nella massa di soldati ospitata in fortificazioni e caserme della Valle di Susa, terra di confine densamente presidiata durante gli anni di guerra. La sera stessa le vie dei paesi e le stazioni ferroviarie della Valle erano gremite di gente che si accalcava per assistere al passaggio dei militari sbandati, spinta dalla curiosità e dalla pietà di quell’insolito spettacolo. In pochi giorni molti ex militari si unirono a cittadini in fuga dalle città e ad antifascisti militanti formando le prime bande partigiane sulle montagne della Val Susa.

In particolare il 15 novembre del 1944 nacque la 114° Brigata Garibaldi, con il compito di presidiare la montagna di Condove e zone limitrofe. Inizialmente era composta da circa 120 uomini organizzati in 5 distaccamenti, uno dei quali, il distaccamento “Novara”, formato interamente da partigiani di origine meridionale.

Per la sua attività di guerriglia la 114° subì, da parte dei nazi-fascisti, diverse rappresaglie e rastrellamenti.

In quello finale, effettuato il 20 aprile 1945, furono impegnati un migliaio di tedeschi ed alpini della “Monterosa” (R.S.I.) che realizzarono un massiccio accerchiamento nella zona che andremo a visitare. Quel tragico giorno 12 partigiani furono catturati e 16 persero la vita.  

Tempo di percorrenza: 1 h e 30 minuti circa, intervallati da momenti esplicativi.

Difficoltà: Medio -Facile (E).

Distanza: 3.765 m.

E’ necessario dotarsi di abbagliamento e calzature da trekking.

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