🎧 CAMBIAMO MUSICA?


“Una lettera aperta per aprire un confronto più che mai necessario”.

Il settore della cultura, e ancor di più dello spettacolo, è abbandonato e rimane sotto una coltre di imbarazzante silenzio.

E’ un settore ad alta intensità di prossimità sociale perché la produzione culturale nel suo farsi ha bisogno di qualcuno che fruisce del suo “prodotto”.

Gli eventi musicali (e spettacolistici in generale) dal vivo sono uno dei settori più colpiti dalle limitazioni imposte per contenere la pandemia #Covid19, anche per il loro perdurare.

I tempi della ripresa della musica live sono colpevolmente indefiniti dal governo, la sorte degli “attori” di questo articolato mondo è più che mai incerta, il sistema è al collasso.
Migliaia di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, senza i quali questo mondo non potrebbe girare, sembrano essere invisibili: senza nessun tipo di tutela e sostegno economico.

Lo “shock” è profondo e l’impegno di ognuno finalizzato a “salvare il salvabile”.

Noi crediamo che sia importante cogliere questa occasione per riflettere, certo, sul qui e ora, ma allo stesso tempo siamo profondamente convinti che questa crisi può essere un’occasione straordinaria per ripensare completamente questo sistema.

Ragionando di un’idea di “resilienza” che non sia, come da etimologia, il ritornare nella condizione in cui si era prima, ma che sia un’idea di resilienza che ti fa assumere un’altra forma.

Questo trauma, questo schianto contro qualcosa che non ti aspettavi, potrebbe essere occasione per capire come ricominciare in maniera diversa, per aprire un confronto, una discussione.

A noi sembra evidente che qualcosa non funzionava perché è un “mercato” in cui vince il più ricco e il più forte.

Da diverso tempo, prima dell’emergenza da Covid-19, abbiamo discusso e deciso che era arrivato il momento di prendere parola per denunciare la situazione, ormai insostenibile, in cui versa la musica live. Un tema di cui non si parla pubblicamente, soffocato da un silenzio assordante.

Questa lettera vuole lanciare un segnale per aprire un dibattito pubblico.

Il tema è molto complesso, ne siamo consapevoli. Non vogliamo semplificare e molto ci sarebbe da dire e da approfondire.

Per questo abbiamo scelto di partire da un dato oggettivo con il quale dobbiamo maledettamente fare i conti ogni volta che organizziamo un concerto o un festival.

Da alcuni anni ormai stiamo assistendo ad un aumento importante dei costi della musica, in particolare dei cachet di artiste e artisti e delle produzioni.

Ciò mette a rischio l’esistenza stessa della musica live, sempre più minacciata dal pesante monopolio esercitato dalle multinazionali.

Questa situazione è ancora più complessa per chi crede che i concerti, siano, prima di tutto, spazi di attivazione sociale e culturale.

Per chi, nonostante tutto, crede che l’arte debba essere anche un diritto sociale.

Il “sistema”, per come era prima, è destinato a far scomparire molte realtà medio piccole, che sono anche le prime a pagare questa crisi.

Si rischia di snaturarne altrettante che invece vogliono rimanere libere e indipendenti nella proposta, nell’organizzazione e nel metodo. Si rischia di tenere in vita solo chi può permettersi di continuare a livellare, al rialzo, il costo dei biglietti.

Oggi, poi, la posta in palio è decisamente più alta: ad essere messa in discussione non è “soltanto” la tenuta di un mercato già fragile di per sé; si sta rischiando non “solo” un patrimonio immenso e tangibile (monetizzabile dal mercato) accumulato da abilità professionali, capacità artistiche, creatività produttive, intelligenze e competenze, che, necessariamente vanno tutelate e salvaguardate.

Ciò che è in gioco è in fondo il “bene” più prezioso che sta alla base e fa girare la “giostra”, la natura e la funzione stessa dell’evento live, del concerto: lo stare insieme!

Sopra, sotto, dietro, ai margini, prima e dopo, fisicamente e metaforicamente…su quello stesso palco ci vogliamo e dobbiamo tornare tutti e tutte, per emozionare ed emozionarci, per ridere, cantare, saltare, lavorare, litigare, sudare insieme.

E per riuscirci non dobbiamo aver paura di cambiare, di metterci in gioco, di abbandonare interessi specifici, insomma di “guardare la Luna”.

In questo articolato mondo alcuni/e possono fare delle scelte, possono mettere in campo dei rapporti di forza, possono esprimere e rivendicare una differenza.

Lo sappiamo perché noi lo facciamo da quando esistiamo. Giochiamo nella contraddizione, con passione ma anche con professionalità e competenza cerchiamo di costruire spazi dove la musica abbia una grande importanza ma allo stesso tempo non sia un “prodotto” senz’anima.

Siamo riusciti a costruire festival o concerti, nei quali si crea un’atmosfera unica tra artista, pubblico e organizzatore, garantendo qualità e professionalità in quello che facciamo.

📌 In sintesi i nodi che noi riteniamo più critici sono:

– Scarsa attenzione ai festival indipendenti e, in generale, alle realtà con un taglio più sociale.

– Aumento esponenziale dei cachet degli artisti e degli oneri di produzione.

– Prezzo dei biglietti d’ingresso in crescita incontrollata.

– Pratiche monopolistiche / di esclusività forzata imposte agli artisti dalle multinazionali.

– Cambiare la logica delle mega produzioni.

– Imposizione di canali di prevendita esclusiva.

– Nessuna tutela per tecnici e lavoratori dello spettacolo (fra i primi colpiti dallo stato di crisi, se non i primi).

– Suddivisione iniqua dei rischi in caso di annullamento dell’evento per cause non imputabili al controllo o alla volontà dell’organizzatore-

✍️ Noi firmatari siamo pronti al confronto con chi vorrà provare a costruire un futuro diverso e possibile per molti e molte, con e per la #musica.

👉 Chi volesse sottoscrivere questa lettera può scrivere a: cambiamomusica.italy@gmail.com
Salviamo il salvabile, ma #cambiamomusica!

Festa di Radio Onda d’Urto,
Festival Alta Felicità,
Sherwood Festival.

Con la musica #teniamocistretti (video)

La diretta dall’Acquario, il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli, diretto dal primario Michele Grio.
The Uppertones in concerto e tanti interventi per portare un po’ di calore al personale medico e sanitario, ai pazienti e alle loro famiglie. #TeniamociStretti anche se distanti!

Di seguito le coordinate per le donazioni: Ora più che mai #teniamocistretti anche se da lontano.
Il conto corrente a cui possono essere effettuate le donazioni è il seguente:
IBAN: IT69Q0306930870100000309310
Codice SWIFT: BCITITMM
intestato alla ASL TO3
indicando nella causale “Donazione Covid-19 – Alta Felicità” seguito da cognome, nome, codice fiscale del donatore.
Per eventuali donazioni di materiale e/o attrezzature, contattare la segreteria della Direzione Generale AslTo3 al seguente recapito telefonico: 011 / 4017230

ALL’OSPEDALE DI RIVOLI UN VIDEO-CONCERTO PER MEDICI, INFERMIERI E PAZIENTI

Lunedì 20 aprile – ore 14

Diretta Facebook dalla Pagina: Festival Alta Felicità

Lunedì 20 aprile, alle ore 14, il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli, diretto dal Primario Michele Grio, ospiterà il Festival Alta Felicità, con un concerto realizzato dalla band The Uppertones, diretta da Mr. T-Bone. L’iniziativa offerta in solidarietà a tutto il personale sanitario che, senza sosta, da oltre un mese lotta duramente contro il Covid-19, insieme ai pazienti che quotidianamente si affidano a medici ed infermieri per superare questo duro momento.

Lo streaming sarà visibile dalla pagina facebook Festival Alta Felicità.

“Durante queste settimane, lunghe e difficili ci siamo sentiti spesso – dicono gli organizzatori del Festival Alta Felicità – Un contatto, quello con il Primario Michele Grio che è divenuto un’amicizia vera, un sentirsi vicini anche se lontani. Da qui le parole, i pensieri, la musica e la vita. In quest’emergenza abbiamo scelto di esserci fino in fondo, ognuno con i mezzi a sua disposizione, ognuno secondo le sue possibilità. Da qui nasce l’idea di portare nell’Acquario, il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli,un po’ di calore, un saluto e ci auguriamo tanta voglia di ritornare a vivere. Ci auguriamo che questo sia un esempio da riprodurre e ripetere ovunque. Restare vicini, anche se lontani, come in un vero concerto, come in una vera battaglia. Contro il Covid-19, per una sanità migliore, pubblica, per ripartire insieme in una valle che guardi alle priorità e alle opere veramente utili”.

Grazie alla sensibilità e al coraggio del Dr. Grio, Primario del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli (To), lunedì 20 aprile alle ore 14, il concerto in streaming di The Uppertones sarà visibile e udibile ai pazienti e a tutto il personale sanitario.

Questo video-concerto – dice il Primario – è il miglior modo di sostenere lo spirito ed il sistema immunitario dei pazienti ricoverati in seguito a complicanze respiratorie, conseguenti all’infezione da Coronavirus e dei professionisti della salute che li accudiscono da settimane, presso la Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli. Il Dr. Grio prescriverebbe volentieri queste emozioni positive sul quotidiano foglio-terapia dei suoi pazienti, certo che possa senz’altro contribuire al miglioramento e all’alleviamento del difficile iter di cura e guarigione. “Da tempo, tra l’altro – prosegue il Dr Grio – il Dr. Flavio Boraso dell’ASL TO3, si preoccupa di preservare il personale dafenomeni di burnout lavoro-correlato e questa gioiosaesperienza è un’impronta positiva a favore del loro benessere psicofisico, soprattutto in questo frangente storico particolarmente stressante”.

Lunedì sarà una diretta che seguirà prima di tutto il ritmo del reparto e poi quello della band The Uppertones ossia Mr. T-Bone, Phil Cuomo e Count Ferdi che “porteranno” in ospedale la loro perfomance, nata a sostegno di #TeniamociStretti, la campagna di raccolta fondi per l’AslTo3. “Faccio il musicista da quando sono nato – dice Mr T-Bone – Quindi da molto tempo. Lo scopo di questo mio lungo viaggio, in fin dei conti, è sempre stato trovare la gioia, negli altri e dentro di me.

Avere il privilegio di portare, almeno un po’ di sollievo a chi ne ha bisogno è sempre stata la mia più grande ricompensa”.

L’esigenza di mettere al centro le persone – concludono gli organizzatori – la salute e il futuro di tutti, sono i cardini su cui abbiamo realizzato tutti i nostri Festival, su cui si è sempre mosso il movimento No Tav”.

Di seguito le coordinate per le donazioni: Ora più che mai #teniamocistretti anche se da lontano.

Il conto corrente a cui possono essere effettuate le donazioni è il seguente:

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intestato alla ASL TO3

indicando nella causale “Donazione Covid-19 – Alta Felicità” seguito da cognome, nome, codice fiscale del benefattore.

Per eventuali donazioni di materiale e/o attrezzature, contattare la segreteria della Direzione Generale AslTo3 al seguente recapito telefonico: 011 / 4017230

Diretta Pagina Facebook: https://www.facebook.com/festivalaltafelicita/

TENERCI STRETTI

Anche nei momenti più difficili, ognuno di noi può fare qualcosa per gli altri, e può farlo insieme ad altri (anche senza incontrarsi… in questi tempi).
La musica è da sempre il miglior strumento per unirsi, per incontrarsi, per ballare e cantare insieme. Riempie i cuori ed è capace di fare cose straordinarie, come tutte le arti.

Noi sappiamo molto bene che fino ad oggi il profitto e gli interessi particolari di qualcuno, hanno sempre avuto precedenza sulla salute pubblica, su tutto quello che è veramente pubblico, cioè di tutti.

Nella nostra Valle il Tav viene prima di tutto per chi ha il potere di decidere, e ha sottratto fondi pubblici anno dopo anno, ad ogni altro settore della nostra società, Sanità Pubblica compresa.
Noi abbiamo imparato a non restare con le mani in mano, a lottare contro quel mostro ed impegnarci per vivere meglio, senza Tav e senza opere inutili che rubano fondi pubblici.

Mai come in questi tempi la Sanità Pubblica va sostenuta, va potenziata, va finanziata. E mai come in questi tempi ci sale la rabbia per come è stata devastata fino ad oggi. Ma ci sarà tempo, quando l’emergenza sarà finita di fare i conti con chi di dovere, e soprattutto non tornare più indietro, e rimettere il bene comune al primo posto.

Si parte e si torna insieme dalle nostre parti. E vogliamo che sia così anche nei tempi del Corona Virus, per questo abbiamo riunito venti orchestrali e un poeta e, seppur fisicamente appartati e divisi, siamo riusciti a farli suonare insieme facendoli registrare ognuno con il suo cellulare e il risultato lo vedete qui sotto! Da un lato Guido Catalano, con una delle sue poesia più intense e dense di significato visto il periodo, e l’Orchestra Alta Felicità, un collettivo di musicisti nato proprio all’interno del nostro festival.
L’obbiettivo è quello di raccogliere fondi per gli ospedali in sofferenza della Valsusa in particolare Rivoli e Susa.
Di seguito le coordinate per le donazioni. Ora più che mai è necessario “Tenerci Stretti” anche se da lontano.

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TENIAMOCI STRETTI

Anche nei momenti più difficili, ognuno di noi può fare qualcosa per gli altri, e può farlo insieme ad altri (anche senza incontrarsi… in questi tempi).La musica è da sempre il miglior strumento per unirsi, per incontrarsi, per ballare e cantare insieme. Riempie i cuori ed è capace di fare cose straordinarie, come tutte le arti.Noi sappiamo molto bene che fino ad oggi il profitto e gli interessi particolari di qualcuno, hanno sempre avuto precedenza sulla salute pubblica, su tutto quello che è veramente pubblico, cioè di tutti.Nella nostra Valle il Tav viene prima di tutto per chi ha il potere di decidere, e ha sottratto fondi pubblici anno dopo anno, ad ogni altro settore della nostra società, Sanità Pubblica compresa.Noi abbiamo imparato a non restare con le mani in mano, a lottare contro quel mostro ed impegnarci per vivere meglio, senza Tav e senza opere inutili che rubano fondi pubblici.Mai come in questi tempi la Sanità Pubblica va sostenuta, va potenziata, va finanziata. E mai come in questi tempi ci sale la rabbia per come è stata devastata fino ad oggi. Ma ci sarà tempo, quando l’emergenza sarà finita di fare i conti con chi di dovere, e soprattutto non tornare più indietro, e rimettere il bene comune al primo posto.Si parte e si torna insieme dalle nostre parti. E vogliamo che sia così anche nei tempi del Corona Virus, per questo abbiamo riunito venti orchestrali e un poeta e, seppur fisicamente appartati e divisi, siamo riusciti a farli suonare insieme facendoli registrare ognuno con il suo cellulare e il risultato lo vedete qui sotto! Da un lato Guido Catalano, con una delle sue poesia più intense e dense di significato visto il periodo, e l'Orchestra Alta Felicità, un collettivo di musicisti nato proprio all'interno del nostro festival.L'obbiettivo è quello di raccogliere fondi per gli ospedali in sofferenza della Valsusa in particolare Rivoli e Susa. Di seguito le coordinate per le donazioni. Ora più che mai è necessario "Tenerci Stretti" anche se da lontano.Il conto corrente a cui possono essere effettuate le donazioni è il seguente:IBAN: IT69Q0306930870100000309310Codice SWIFT: BCITITMMintestato alla ASL TO3indicando nella causale "Donazione Covid-19 – Alta Felicità" seguito da cognome, nome, codice fiscale del benefattore.Per eventuali donazioni di materiale e / o attrezzature, contattare la segreteria della Direzione Generale AslTo3 al seguente recapito telefonico: 011 / 4017230

Publiée par Festival Alta Felicità sur Samedi 21 mars 2020

Quattro giorni di orgoglio NoTav (video)

Quattro giorni di orgoglio NoTav attorno alla Borgata 8 dicembre a ricordare che fermarlo è possibile!
Con questo video vogliamo ripercorrere le innumerevoli attività che il Festival Alta Felicità ha proposto in questa quarta e splendida edizione.
Avanti NoTav! Fino alla vittoria!

Credit: www.kilofilmetro.com

QUATTRO GIORNI AD ALTA FELICITA’: ORGOGLIOSI DI ESSERE NOTAV!

Il Festival Alta Felicità giunge al termine della sua IV Edizione e anche quest’anno siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto, di essere sempre capaci di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Abbiamo dimostrato una volta in più che il movimento NoTav ha un cuore pulsante e che quella che ci unisce è una lotta per la quale siamo superare qualsiasi ostacolo.

Sono stati quattro giorni meravigliosi, ricchi di entusiasmo, vissuti con la voglia di stare insieme, e di riuscirci nel miglior modo possibile.

Con allegria e determinazione abbiamo ballato, cantato, mangiato, bevuto e parlato e tutti insieme abbiamo percorso i sentieri che ci hanno portato al cantiere di Chiomonte trasformando il Festival in un fiume in piena inarginabile. 

Abbiamo stravolto l’idea classica di festival, inserendo una mobilitazione popolare all’interno di 4 giornate colme di cultura, appuntamenti e socialità.

Abbiamo reso il Festival un luogo più accessibile da ogni punto di vista, permettendo a tutti e tutte di raggiungere le aree organizzate senza barriere e senza impedimenti.

Abbiamo ridotto l’uso e la circolazione della plastica fornendo bicchieri e borracce riutilizzabili e abbiamo fermato il traffico per un lungo tratto della Valle.

Abbiamo dimostrato come si possa realizzare un evento così grande, per il quarto anno consecutivo, fuori dalle logiche del business, vivendo il nostro magnifico territorio che vorrebbero trasformare in un triste corridoio di passaggio.

Siamo felici della ricaduta economica e sociale sui nostri paesi, che hanno beneficiato della presenza di decine di migliaia di persone, dimostrando come possa esistere uno sviluppo senza grandi opere.

Non ci ha fermato nulla: non è stata la pioggia, non sono bastati i post su facebook di Salvini, nemmeno i cancelli e i lacrimogeni sui sentieri. 

Abbiamo condiviso chilometri lungo i sentieri della Valle, e poi i pranzi, le code alle docce, il campeggio e tanti momenti di festa. Abbiamo incontrato realtà a raccolta da diversi territori del mondo.

Abbiamo percorso un lungo viaggio in 4 giorni: dalla Siria del Nord grazie ai racconti di make Rojava green again per tornare poi tra le nostre valli accompagnati dai tecnici No Tav dopo aver percorso chilometri lungo l’Italia attraverso i racconti dei movimenti che si occupano di ecologia, politica e cambiamenti climatici.

E per concludere in bellezza anche il Circo ad Alta Felicità.

È giunto, quindi, il momento di ringraziare tutti coloro che per quattro giorni si sono resi disponibili ad accoglierci rendendo il Festival possibile. Un grazie a tutti quelli che hanno animato le cucine in lotta, ci hanno servito bibite rinfrescanti durante le giornate calde e le serate di festa, ai tecnici che hanno assistito i musicisti e a coloro che hanno immortalato queste giornate incredibili permettendo anche a chi non ha potuto raggiungerci di seguirci attraverso le dirette streaming; chi ha realizzato le tante strutture che hanno migliorato l’accessibilità per chi è diversamente abile. Grazie a chi ha pulito incessantemente i servizi igienici, chi ci ha aspettato a Susa all’arrivo, chi ha accolto in valle e chi ha mostrato dove montare la tenda. Chi ha prestato il proprio supporto mettendo a disposizione le proprie competenze in campo medico e chi ha tagliato i prati, portato la luce in tutte le aree. A chi ha saputo coinvolgere la Ciurma e a chi ha donato il proprio tempo senza essersi mai avvicinato prima.

Insomma ancora una volta abbiamo mostrato la nostra forza e vitalità, dando prova di essere tante forme che si alimentano e si intersecano tra loro, perché tutti si esprimano secondo i propri bisogni e a seconda delle proprie possibilità. 

Sono stati quattro giorni importanti e siamo felici di averli passati insieme, con l’orgoglio nel cuore perché sappiamo di essere dalla parte della ragione e che oggi più che mai: fermarlo tocca a noi!

Avanti NoTav!


Oggi il Festival alta felicità si è trasformato in un fiume in piena: c’eravamo, ci siamo e ci saremo!

Siamo partiti dopo un brusco temporale, sotto le ultime gocce abbiamo percorso tutta la strada che corre lungo il campeggio. Ad ogni metro in tanti si aggiungevano in arrivo dalle tende.
Eravamo un fiume in piena.
Abbiamo attraversato il bivio dei passeggeri e ci siamo diretti verso Giaglione dove, dopo alcuni chilometri di cammino, abbiamo imboccato il sentiero che porta al Cantiere intonando diversi cori.
Volevamo arrivare al cantiere, lo volevamo tutti. L’avevamo detto e lo abbiamo fatto, col sorriso, perché questo è il movimento NoTav!
A metà sentiero un imponente cancello di ferro sbarrava la strada, questa è l’ultima trovata pensata per fermarci. Una parte di notav si è impegnata per aprire il varco, mentre l’altra aspettava in trepidazione. Alla notizia che nel cancello si era finalmente aperto un varco, lungo tutto il corteo si è disteso un grido di gioia, tra applausi e abbracci.
Di nuovo in marcia, lentamente, siamo passati e abbiamo proseguito lungo il sentiero.
Oggi è stata una grande giornata perché abbiamo permesso a tutti quelli che da mesi chiedevano di questo appuntamento, dopo il successo dello scorso anno, di riuscire ad arrivare il più vicino possibile al Cantiere. Lo abbiamo fatto con la stesso entusiasmo con cui in questi giorni abbiamo ballato durante i concerti. Certi di essere dalla parte della ragione ogni momento.
Questo è quello che ci portiamo a casa, migliaia di persone che hanno visto con i loro occhi lo scempio ambientale che è il Mostro/Cantiere di Chiomonte. Migliaia di persone che hanno toccato con mano che tutte le barriere si possono abbattere ed è giusto farlo, quando l’obiettivo comune tutela il futuro di tutti, con buona pace di Salvini a cui mandiamo grandi bacioni.
Oggi siamo stati pacifici e determinati, e siccome questa è una serata in cui dobbiamo festeggiare, auguriamo buona serata insieme ad Alborosie & Schengen Club, Folkabbestia, Giancane, Giorgio Canali & Rossofuoco, Fran, i Pensieri Molesti e molti altri ancora!

Secondo giorno di Alta Felicità

Oggi abbiamo iniziato la giornata percorrendo i sentieri della Vaccarezza, ad accompagnarci diversi racconti partigiani.

Tanti gli incontri culturali che oggi hanno reso ricca la nostra giornata, ci siamo confrontati su accoglienza e migrazioni; su sicurezza e abbiamo dibattuto su ecologia, politica e cambiamenti climatici.

Arrosticini, pasta fresca, acciughe al verde, fritti e verdure prelibate, tutti piatti preparati dalle tante cucine in lotta che, nate nel corso dei 30 anni hanno accompagnato il Movimento NoTav.

Sono già in corso i concerti in Arena, insieme a noi questa sera Duo Bucolico, Ernia, Le Capre a Sonagli, L’Orange, Monica P. e The Andre. Anche stasera si continuerà poi a ballare sotto il palco dell’Aftershow insieme a Dubamix, Krak, In Dub, Dj Kayalik from Massilia Sound.

Domani andremo al Mostro/Cantiere di Chiomonte, tutti insieme. Partiremo alle 13.30 dall’Info Point del Festival, muniti di scarponi e migliaia di bandiere NoTav.

Buona serata a tutte e tutti: NoTav!

Primo giorno del Festival Alta Felicità

Oggi tutto lo staff e la Ciurma hanno ultimato i preparativi per garantirvi un’accoglienza ad alta felicità.

Da oggi tutto è pronto ad ospitarvi: stand gastronomici, bar, accoglienza, docce, punti per ricaricare il cellulare e via dicendo.

L’apertura ufficiale si è svolta nell’area jazz insieme alla chitarra e alla voce di Eugenio Finardi.

Sul palco grande l’Orchestra Alta Felicità in featuring insieme a Orchestra di Piazza Vittorio & Bandakadabra, Africa Unite & Architorti, Antonio Pascuzzo, Bianco, Egin Torino Patchanka, ENSI, Eugenio Finardi, I Fratelli di Soledad, Lo Stato Sociale, Lou Dalfin, Luca Morino (Mau Mau), Piotta, Gli Statuto, 99 Posse
e molti altri.

La decisione del Governo di proseguire il progetto Tav, ci dà la giusta motivazione per continuare determinati la lotta. Per questo su ogni palco e in ogni dibattito si è rilanciato l’invito a partecipare alla gita di sabato al Mostro/Cantiere di Chiomonte.

Nel tardo pomeriggio il Ministro Salvini ci ha rallegrato ulteriormente, pubblicando un post su facebook in cui Francesco – notav valsusino – viene accusato di dire una frase che per noi è giustissima “Se Salvini è preoccupato, noi siamo felici”.

Vi salutiamo e vi lasciamo con l’Aftershow insieme a The Sweet Life Society e ENSI.

Per i più mattinieri, vi aspettiamo domattina alle ore 9.30 con la prima gita alla Vaccarezza per una passeggiata sui Sentieri Partigiani.

Buon Festival e a sarà düra!

App ufficiale Festival Alta Felicità

Il Festival Alta felicità lavora per essere, anno dopo anno, sempre più sostenibile. Per questa ragione è nata la nuova app ufficiale, scaricabile gratuitamente su Ios e Android al fondo di questa pagina o semplicemente cercando Festival alta felicità sui motori di ricerca di AppStore o PlayStore. Volendo andare nella direzione di ridurre quanto più possibile i rifiuti, tutti i materiali informativi non saranno più stampati su carta. Sulla app ufficiale saranno disponibili tutte le informazioni utili relative ai quattro giorni del festival: programma, line-up, eventi culturali, gite ed escursioni, news, informazioni relative alle navette e agli atri servizi. Basta attivare le notifiche per restare sempre in contatto, sapere le novità e ricevere le informazioni in tempo reale. La app è molto leggera e semplice da usare e permette anche di mettersi direttamente in contatto con gli organizzatori del festival in caso ve ne sia la necessità. Consente di accedere direttamente alle pagine del festival sui principali social network. Dalla app è anche possibile accedere direttamente al modulo per entrare a far parte della ciurma e mettere a disposizione qualche ora del proprio tempo affinché il festival diventi sempre più un’esperienza indimenticabile.

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